SCISMA
5 Luglio 2026
Don Valentino, cosa ne pensa dello scisma della Fraternità San Pio X? (Luisa Cambiaso).
Penso come prima cosa che sia una pagina triste e drammatica, al tempo stesso, della storia della Chiesa contemporanea. Ricordo lo stesso identico scisma del 1988, con le stesse modalità (consacrazione di Vescovi senza il mandato papale e contro la volontà del Santo Padre, allora era San Giovanni Paolo II). Ricordo che ne parlammo con il Cardinale Giuseppe Siri, in uno dei nostri incontri di gruppo in seminario. Siri, che era amico di Mons. Lefebvre e che lo stimava molto, disse questa frase nel mezzo del dialogo: “Mons. Lefebvre è un grande Vescovo”, poi si interruppe, e disse: “Mons. Lefebvre era un grande Vescovo”. Quella correzione, con il suo tono di voce, valeva e ancora adesso vale più di mille altre considerazioni.
Oggi leggo da più parti molte interpretazioni di questo scisma. Chi dice che è in crisi la Chiesa di un certo tipo, chi dice altro. La sostanza di questo fatto sta essenzialmente in due aspetti, uno noto e uno sconosciuto. L’aspetto noto è il gesto e la decisione libera di procedere con quattro consacrazioni episcopali che portano solo del male alla chiesa e ai fedeli. L’aspetto sconosciuto, e qui sta il punto, è il rifiuto del Santo Padre Leone. Quale rifiuto? La Fraternità gli ha chiesto di poter procedere alla consacrazione di nuovi Vescovi, e il Santo Padre ha detto no. Se ha detto no, avrà evidentemente dei motivi ben precisi, e anche gravi mi viene da dire, per dire no. Questi motivi li conosce lui, e noi del Santo Padre ci fidiamo.
Il nostro compito è pregare perchè la fatica fatta da Papa Benedetto nel ricomporre questo scisma precedentemente, possa ripetersi e riportare frutti di unità. E credo anche che nostro compito è non creare divisioni su divisioni. L’unità dei credenti è ciò per cui Gesù ha pregato dopo l’Ultima Cena (Giovanni cap. 17).
