GESU’ PREGA IL PADRE NOSTRO
3 Luglio 2026
Proviamo a pensare cosa deve essere stato il Padre nostro per Gesù. Se Gesù ha insegnato il Padre nostro quando gli hanno chiesto “insegnaci a pregare”, vuol dire che in questa preghiera è compreso tutto. Gesù che insegna il Padre nostro è un Gesù che prega con queste parole. Per lui, prima che per noi, il Padre nostro è il sunto di tutta la preghiera. Il primo modo di guardare al Padre nostro è notare che in queste parole Gesù, prima di sintetizzare la nostra preghiera, sintetizza la sua preghiera.
Possiamo pensare al Padre nostro come preghiera che ha fatto Gesù, facendoci alcune domande. Cosa significava per Gesù dire Padre? Cosa significava per Gesù dire Padre nostro? Cosa significava per Gesù, nel momento in cui era uomo come noi, dire Padre nostro che sei nei cieli?
Lui era nei cieli, è venuto dai cieli; che risonanza aveva dentro di lui pregare con queste parole?
Che risonanza aveva in lui dire: sia santificato il tuo nome? Sia fatta la tua volontà? Sappiamo molto bene quanto sia difficile per noi dire al Signore: sia fatta la tua volontà. Pensiamo abbastanza a quanto sia stato difficile dirlo per Gesù?
Che significato ha avuto per Gesù quando era uomo in vita come noi, in attesa della morte e della Pasqua, pregare dicendo: rimetti a noi i nostri debiti, rimetti a noi i nostri peccati? Lui che non aveva peccato, lui che non avrebbe potuto peccare. E non indurci in tentazione, non abbandonarci nella prova, non abbandonarci nel momento delle difficoltà? Cosa ha significato per lui pregare dicendo: liberaci dal maligno, liberaci dal male?
Proviamo a pregare il Padre nostro impersonandoci in Gesù, immaginando di essere noi Gesù, chiedendogli il dono di partecipare alla sua preghiera. Il Padre nostro, prima ancora di parlarci del nostro rapporto con Dio, ci parla del rapporto di Gesù con il Padre. O meglio, è Gesù che nelle parole del Padre nostro ci trasmette, ci descrive, ci delinea quale è il suo atteggiamento nei confronti del Padre. Per riuscire ad entrare ancor più dentro il Padre nostro, dovremmo pregarlo come lo pregava Gesù, che viveva un rapporto quotidiano con il Padre.
Mettersi in cammino per imparare a pregare significa rendersi conto che non è l’uomo che si mette accanto a Gesù che prega, non sono io che prego insieme a Gesù; ma è Cristo che continua la sua preghiera dentro il cuore di ogni uomo, dentro il mio cuore. È Cristo che abita dentro di noi, come professa Paolo nella lettera ai Galati (2,20) quando scrive: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me. Questa vita che io vivo nella carne, io la vivo nella Fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato sé Stesso per me”. Questa frase, tradotta nella nostra preghiera, significa che quando si prega c’è Gesù, con il dono dello Spirito Santo, dentro il cuore di ogni uomo che prega. Cristo abita in ogni uomo, in te, in me, in ciascuno di noi.