L’ATTO DI DOLORE / 4
9 Luglio 2026
Perchè peccando ho meritato i tuoi castighi.
Dio non punisce, Dio non castiga. Non è un Dio pronto con il bastone in mano, pronto a premiare chi si comporta bene e a mandare degli accidenti a chi si comporta male.
Cosa vuol dire questa frase allora?
La comprendiamo se facciamo nostra una parola: “conseguenze”. Il Signore ha scritto questa regola: le tue azioni hanno delle conseguenze. E quali sono queste conseguenze? Dette in una frase sono queste: il male ti fa male, e il bene ti fa bene. Se scegli il bene sei felice, se scegli il male sei infelice.
Il peccato ti fa stare male. Il peccato rovina e disgrega te stesso, rovina la tua relazione con Dio, le tue relazioni con gli altri, rovina la fiducia in te stesso. Il peccato ti fa stare male.
Nella Scrittura il Signore lo dice, lo descrive, e invita per questo l’uomo a “non seguire la via degli empi”, a “compiacersi della legge del Signore” (Salmo 1).
Siamo avvisati, siamo edotti da Dio che il male ci fa male, e che il bene ci fa bene. E nonostante questo, noi cosa facciamo? Scegliamo il male, pecchiamo.
Questa frase dell’atto di dolore ci dice questo: mi sono fatto del male, mi faccio stare male, nonostante Dio mi abbia avvisato in mille modi e in mille maniere. Se sto male per il peccato che ho fatto, un po’ me lo sono meritato questo star male. Perchè non è Dio che mi castiga, ma sono io che mi faccio del male, pur essendo stato avvisato da Dio che questa è la conseguenza del mio peccare.
Dio ha scritto questa legge nella nostra vita: se scegli il male, ti condanni a stare male. Se scegli il bene, sei felice. Perchè l’uomo è fatto per il bene, anzi, per il sommo Bene.
