L’ATTO DI DOLORE / 3
8 Luglio 2026
…dei miei peccati.
I padri dello spirito insegnano a fare l’esame di coscienza per conoscere i propri peccati. Spesso fare l‘esame di coscienza viene vissuto come il fare l’elenco dei peccati fatti. L’esame di coscienza certamente può essere anche questo. Ma propriamente non è così.
Il peccato viene colto nella sua essenza non tanto come mancanza contro una legge, o cose simili. La comprensione del peccato si colloca sul piano della relazione con Dio. Il peccato è una mancanza; ma non soltanto, né prima di tutto, come non osservanza dei comandamenti, veniale o mortale che sia. Il peccato invece viene percepito, nella sua essenza, come tale solo nell’ambito della propria relazione con Dio.
Fare l’esame di coscienza significa chiedersi come si sta camminando, quali passi si stanno facendo, scelte di fondo, piccole scelte quotidiane. Significa mettersi davanti a Dio e confrontarsi con la luce della sua presenza. E chiedersi, alla luce dello Spirito, in cosa sto camminando sui passi di Gesù, e in cosa invece sto camminando per la mia strada.
La dimensione della relazione è quella fondamentale per capire fino in fondo la radice del peccato dentro di noi, e quindi per assaporare fino in fondo la bellezza stupenda del perdono di Dio, che non consiste nel cancellare qualcosa, ma nel ricostruire una relazione rovinata, una identità smarrita.
