Vai al contenuto
donVale.it
L’ATTO DI DOLORE / 5
Testi

L’ATTO DI DOLORE / 5

11 Luglio 2026

E molto più perchè ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa.


Dio non si offende, Dio non fa l’offeso, non è una divinità che deve essere ossequiata altrimenti chissà cosa succede. Dio ha un cuore di padre, un cuore materno, un cuore che palpita per i propri figli. Un cuore che non rimane indifferente quando l’uomo vive la sua vita.

Quando l’uomo si fa esistere per il suo bene, nella strada di Dio, Dio ne è glorificato, ne è felice. Perchè il bene vince sul male, perchè il bene nel mondo cresce. Perchè come buon Padre gioisce nel vedere i suoi figli felici, pienamente felici di quella gioia eterna che Gesù è venuto a mostrarci.

Quando un buon genitore vede il proprio figlio rovinarsi la vita, scegliendo strade sbagliate, non rimane indifferente. Ne soffre, continuando ad amare, e cercando di riportarlo sulla strada giusta per una felicità autentica.

Così Dio soffre, in una qualche misura, al vedere l’uomo che si perde. Soffre e ne rimane toccato dentro, colpito al cuore. “Sente male al proprio petto”, direbbe G. Marcel.

L’”offesa” a Dio non è fargli venire un broncio umano (e per nulla divino), non è farlo arrabbiare o rimanere male. E’ sentire che davanti hai un Padre che ti ama, e che per lui non è indifferente la tua sorte. Le tue decisioni hanno un peso nel cuore di Dio.