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SIGNORE, SONO UN PECCATORE, ALLONTANATI DA ME
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SIGNORE, SONO UN PECCATORE, ALLONTANATI DA ME

10 Luglio 2026

«Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore» (Lc 5,8).


Accade il miracolo. Le reti si riempiono di una quantità enorme di pesci. La pesca è così abbondante che le barche rischiano di affondare.

Questo segno rivela una verità profonda. Quando l’uomo lascia entrare Cristo nella propria vita scopre una fecondità che non avrebbe mai immaginato. Dio può fare in un istante ciò che le nostre forze non riescono a realizzare in una vita intera.

Ma il punto più importante del racconto non è la quantità dei pesci. Pietro comprende immediatamente che si trova davanti a qualcosa di infinitamente più grande. Per questo cade in ginocchio e dice: «Signore, allontanati da me, perché sono un peccatore» (Lc 5,8).

È una reazione sorprendente. Davanti al miracolo non pensa ai pesci. Non pensa al guadagno. Non pensa al successo. Vede sé stesso.

Quando l’uomo incontra veramente Dio non scopre anzitutto la propria bravura. Scopre la propria povertà. La luce di Cristo illumina il peccato nascosto nel cuore. Pietro comprende che davanti a lui c’è la santità stessa di Dio.

Eppure Gesù non si allontana. Non lo rimprovera. Non lo umilia. Anzi gli dice: «Non temere» (Lc 5,10). Queste parole attraversano tutta la Scrittura. Sono le parole che Dio rivolge continuamente all’uomo spaventato dalla propria miseria. Non temere. Non avere paura della tua debolezza. Non avere paura del tuo passato. Non avere paura delle tue ferite.

Cristo non è venuto per i giusti. È venuto per i peccatori. Non cerca uomini perfetti. Cerca uomini che si lascino salvare.

Impariamo a camminare nello spirito ancora più speditamente quando impariamo che il peccato non è un ostacolo ad incontrare Dio. E’ il luogo dove si può fare autenticamente esperienza viva della sua misericordia.