L’ATTO DI DOLORE / 7
11 Luglio 2026
Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più.
Nell’atto di dolore non promettiamo a Dio di non offenderlo mai più: sarebbe una promessa da marinaio, che nessuno di noi potrebbe fare, perchè sappiamo che in alcuni peccati ci ricaschiamo.
Nel nostro atto di dolore esprimiamo a Dio il proponimento di non offenderlo mai più. Esprimiamo a Dio, cioè, il desiderio e la volontà di mettercela tutta per non sbagliare più.
Il perdono di Dio chiede sempre un nostro pentimento con il proposito di fare quello che Gesù ha detto più volte: “Và e non peccare più”.
Sarebbe troppo comodo un perdono ricevuto con leggerezza, senza il desiderio di evitare il peccato. Sarebbe un lavarsi la coscienza, per non avere più dentro il peso del peccato, ma non sarebbe una richiesta sincera di perdono.
Dalla richiesta di perdono ne viene l’impegno a riparare concretamente al male fatto. Chi ha rubato deve restituire, chi ha fatto del male deve cercare di riparare al male fatto, chi sta commettendo una mancanza deve prendere la decisione di non farla più. Se vogliamo trattare Dio seriamente, non possiamo limitarci a chiedere di perdonarci e poi via, come se nulla fosse stato.
E’ anche così che il perdono di Dio porta un rinnovamento nella vita nostra e di chi abbiamo accanto. Il perdono di Dio è una cosa seria, che va trattata e vissuta molto seriamente. Altrimenti confessarsi e chiedere perdono diventerebbe un prendersi gioco di Dio.
Queste parole ci impegnano fino in fondo a corrispondere al dono stupendo che Dio fa perdonandoci.
